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lunedì 18 marzo 2013

37 anni d'amore

Torta per la famiglia questa domenica. I miei suoceri hanno festeggiato i primi 37 anni d'amore insieme. Attualmente non tutti riescono a restare con una persona così a lungo, ma ce l'hanno fatta nonostante le difficoltà che la vita ha riservato loro. 
Ho deciso di provare a fare un dolce nuovo, qualcosa di fresco, con la frutta. Ho scelto così una charlotte con frutti di bosco, targata Montersino.

Ricetta:
ganache al cioccolato bianco e lamponi
500 g di cioccolato bianco; 
500 g di purea di lamponi

Scaldare 1/3 di purea al microonde e poi aggiungervi il cioccolato bianco tagliuzzato. Aggiungere il resto della purea e far riposare in frigo.

Per il biscotto charlotte
270 g di albume; 
250 g di zucchero semolato; 
180 g di tuorlo; 
250  g di farina debole.

Montare gli albumi con lo zucchero finché non diventano una massa ben ferma. Unire a mano i tuorli e poi la farina, girando con una spatola dal basso verso l'alto. Mettere l'impasto in un sac à poche e formare sulla teglia con carta forno dei cilindri attaccati tra di loro. Spolverare con zucchero a velo e infornare a 220° per 10 min circa. Con questa dose vengono fuori 2 teglie 30x40 circa.

Per la bagna alla vaniglia
100 g di zucchero liquido al 70%; 
100 g di acqua; 
25 g liquore di vaniglia (io ho usato Maraschino)

Mescolare tutti gli ingredienti insieme (questo è facile)


Per la finitura
1 kg crema chantilly alla vaniglia; 
200 g di lamponi; 
400 g di biscotto charlotte.

Assembliamo il dolce: tagliare una  o due (a seconda della loro lunghezza) strisce di charlotte perpendicolari rispetto alle linee formatisi e alte un po' meno del cerchio che si usa. Posizionarle tutt'intorno all'interno del cerchio. Tagliare un di rotondi di charlotte per formare il fondo della torta e uno strato intermedio. Quindi, mettere il fondo e bagnarlo con la bagna, solo il fondo! Stratificare con la chantilly e la ganache, continuando per un paio di giri. Nell'ultimo strato, livellare la chantilly e poi fare dei ricci con la sac à poche. Guarnire con la frutta.



A me non è venuta molto bella perché avevo poco tempo, perciò ho decorato con i frutti di bosco e la ganache, ma vi assicuro che è molto buona.
Nei prossimi giorni metterò altre torte.

Alla prossima pasticciata!

giovedì 30 agosto 2012

L'importante è il ricordo

"Come passa il tempo che non ripassa mai, và come una Seicento" cantavano i Dik Dik. Il tempo è un'entità astratta che percepiamo solo attraverso i segni della natura: lo scorrere del giorno e della notte, l'usura degli oggetti, il passare delle ore e la crescita dei bambini. Il mio Leo ha già 2 mesi e mezzo e mi sembra di averlo guardato negli occhi per la prima volta ieri. E' stato un periodo di alti e bassi (il piccolo è stato operato per una stenosi del Piloro a soli 20 giorni), ma ora sta benissimo e cresce in perfetta salute. Ci riconosce, sente i rumori, guarda la tv (non è colpa nostra, gli viene spontaneo), tiene su la testa, osserva tutto e fà dei grossi sorrisi a chiunque. Mi accorgo che sta crescendo dai progressi che fà ogni giorno, piccoli e grandi. Il mio ciccetto....

Sarà la stessa cosa che avrà fatto  la mamma di Filippo. E' un bambino che qualche giorno fà ha compiuto 2 anni e che ho visto crescere perché mio marito è amico del suo papà. La mamma Manuela mi ha ordinato una torta fresca e carina con del cioccolato. Quindi le ho fatto la ormai famosa Quadro d'autore di Montersino con qualche modifica: al posto della gelée ho inserito uno strato di glassa al cioccolato e, visto che la chantilly al limone (da ricetta originale) avrebbe dato al cioccolato un sapore strano, l'ho fatta all'arancio. Per la frutta ho dovuto scegliere quella di stagione che si sposasse bene con il cioccolato, quindi fragole e pesche. La scritta è in cioccolato per risaltare bene sulla chantilly. Pare che sia piaciuta parecchio...


 La foto mi è stata passata da Manuela perché io mi ero dimenticata di farla, però rende bene l'idea della composizione della torta.

Facendo questa torta, pensavo che tra un po' comincerò a fare torte per il mio cucciolo, anno dopo anno, sempre diverse e sempre con un numero diverso. Anche questo è un segno del tempo che passa e non torna. I ricordi, però, non potremo mai cancellarli ed è l'unica cosa che conta. Dobbiamo goderci il momento per avere un buon ricordo in futuro.

Alla prossima pasticciata.

giovedì 10 maggio 2012

Un po' di fortuna a tutti

Sapete perché si dice che le coccinelle portino fortuna? Sono tantissime le storie che lo spiegano, perché ogni Paese ha la sua credenza. Anzitutto bisogna dire che il nome della coccinella deriva dal greco Kokkinòs, termine usato per indicare il colore rosso scarlatto che nell'antichità era considerato un portafortuna sia in battaglia sia in ambito medico. La maggior parte delle storie collegano questo animaletto ad ambito religioso: venne associato alla Madonna, oppure alla divinità italica Licina (dea delle partorienti, della fertilità, della bellezza e dell'amore). In Francia, la coccinella porta via le negatività e le malattia. 
Tradizionalmente, in Italia si dice che bisogna contare i punti neri sul dorso e, se sono 7, arriverà molta fortuna. In Belgio il numero dei puntini equivalgono al numero dei figli che si avranno, mentre in Svizzera si dice che le coccinelle portino i bambini (!).
Perché vi ho parlato di tutto questo? Perché la mia ultima torta aveva come soggetto proprio la coccinella, anzi 2. La piccola Emily ha compiuto 6 anni e per il suo compleanno ha chiesto una torta col suo animaletto preferito. Ho dato un occhiata in giro e mi sono lasciata ispirare da una torta che riproduceva un piccolo giardino con una coccinella molto carina al centro.







La base è uno sponge al limoncello (so che era una torta per bambini, ma in cottura il liquore evapora e resta solo il profumo del limone che è molto intenso). La crema è una chantilly al limone molto fresca e la decorazione è in pdz. La torta è piaciuta moltissimo ai bimbi, tanto che la mamma di Emily ha dovuto dividere le coccinelle grandi e piccole tra 20 piccole pesti e quindi fare pezzi microscopici. Avrei proprio voluto vederli....


Per la festa in famiglia, ho fatto un'altra torta che era abbastanza semplice, quindi non ho fatto foto.


Alla prossima pasticciata.

lunedì 3 ottobre 2011

Quante mail per una torta!

La mia ultima torta ha una storia che comincia circa un mese fa.
Una mattina mi arriva una mail da parte di Tania, un'amica della mia amica Anna: mi chiede di farle una torta per il compleanno del compagno Sandro per il 2 ottobre. Al momento, mi chiedo perché farmi una prenotazione con così tanto anticipo, ma continuando a leggere, mi dò una risposta. Il soggetto dovrà essere una delle 2 passioni del festeggiato: la riproduzione della macchinina telecomandata tipo F1 che Sandro ha ricostruito con i suoi amici, una MBX 6 per la precisione, (qui già avevo i sudori, speravo in una seconda opzione più semplice), oppure oppure la moto del mitico Doctor Valentino Rossi, che io adoro (seconda opzione da panico!). Ho scelto la macchina.
Quindi, torta per 15 persone, nessun ripieno particolarmente dolce e l'assenza di liquori perché alla festa ci sarebbero stati dei bambini, mi mancava solo il soggetto a cui ispirarmi.
Tania mi ha mandato diverse foto della suddetta:









Avete capito perché ero preoccupata?
Comunque alla fine, tra una mail di Tania, la partita del Sustinenza (per la cronaca, i ragazzi hanno perso, ma hanno giocato molto bene), il lavoro e cene di compleanno, ho fatto 'sta torta ed è venuto fuori questo:








Non è carina? Ovviamente, ci sono delle imperfezioni, ma non sarebbe una mia torta se fosse perfetta.
Lo sponge è bianco aromatizzato alla cannella, mentre per il ripieno ho provato una cosa un po' fresca, una chantilly allo zenzero. La macchina ha uno scheletro di pezzi di sponge incollati con crema al burro e ricoperti con pdz, le scritte sono fatte con un pennerello alimentare nero, mentre il logo della Marlboro è disegnato  mano con colori il colore in polvere dorato. La base dove poggia la macchina è color terra per ricordare un po' la pista che Sandro ha costruito con i suoi amici in giardino per farla correre, e questo spiega la presenza dell'erba e dei sassi.

Lavoro un po' complesso ma molto molto soddisfacente. Devo ringraziare Tania per la sua gentilezza e la pazienza che ha avuto... cosa non fanno le donne per i loro uomini!

Per oggi è tutto, mercoledì vi propongo una ricetta carina salata.

Alla prossima pasticciata,

                             Anto.

domenica 11 settembre 2011

Che scelte difficili!

Ieri mattina ho ricevuto la richiesta di una torta a mio piacere. Che responsabilità! Decidere per gli ltri non è mai facile. Allora ho scelto la via più semplice: pan di spagna alla vaniglia con crema chantilly e copertura in pdz. Devo essere sincera, ho utilizzato quello che ho avanzato della tortona, tranne il pan di spagna che ovviamente ho fatto.
Per la copertura, essendo bianca, ho provato una tecnica che avevo fatto in maggio: la brush embroidery, ma questa volta ho provato con un beccuccio dal foro più sottile. Ho usato la glassa celeste avanzata al giorno prima e aggiunto un po' di colorante rosso e rosa, ottenendo il rosa antico. Non male!




 I fiori sono molto simili a quelli della torta bianca e nera, ma sono fatti con più precisione.

Intorno ho fatto un giro di glassa con un beccuccio a forma di stella, formando delle onde come quelle della torta precedente. Sul lato ho fatto dei piccoli pois sempre in glassa.


Per ora è tutto, alla prossima pasticciata!

                                           Anto.

sabato 10 settembre 2011

Torte in partnership

Qualche post fa, se non l'ultimo, vi avevo parlato della mia collaborazione con Eurovo. E così ho realizzato la prima ricetta con le uova che mi hanno mandato. 
Anzitutto vorrei ringraziare la Famiglia Lionello, titolari dell'azienda, che hanno accettato di collaborare col mio blog e,poi, la gentilissima Federica che è il mio punto di riferimento con la ditta. Devo dire che è stata sempre disponibile a rispondere a tutte le mie domande o dubbi che mi venivano in testa, anche quelli più stupidi. Grazie Federica!
Ho scelto Eurovo perché secondo me le loro uova sono migliori, hanno una maggiore resa e si dividono in diversi tipi per diversi usi. Anzitutto si distinguono le Naturelle e le Cocodì. Queste ultime sono prodotte da galline allevate a terra, sono grandissime e ottime per fare la pasta fresca o gli impasti dei dolci -tipo pan di spagna- perché hanno un tuorlo più giallo rispetto ad altre uova, anche se sono meno diffuse in Italia perché commercializzate in regioni dove si fa maggiormente la sfoglia.


Le Naturelle, invece, si trovano a livello nazionale e si distinguono in 2 categorie, quelle biologiche e quelle prodotte da galline allevate a terra. Inoltre sulle confezioni vengono indicate le diciture "fresche" ed "extra fresche". Nel secondo caso, l'uovo in vendita è stato deposto da meno di 9 giorni! Dopo di che, vengono ritirate dagli scaffali dei supermercati. Sono adatte per fare maionese, tiramisù non pastorizzato, zabaione o altre preparazioni in cui si usa l'uovo crudo. In più ogni tipo di uova ha un calibro diverso: M per le uova medie, L le grandi e XL sono le grandissime. Questa differenza è importantissima perché alcune ricette fanno la differenza tra uova medie, grandi e grandissime. Poi in altre ricette c'è il peso delle uova e non il numero (vedi le ricette di Montersino), quindi usando uova XL, si arriva al peso giusto con minor numero di uova.
E poi una cosa che adoro delle uova Eurovo sono i nuovi packaging. Invece dei soliti pacchetti da 6, Eurovo ha pensato bene di fare confezioni da 2, 4, 6, 10 e 15 uova. Non è stupendo? Così i single o gli anziani possono comprare anche sole 2 uova, senza per forza prenderne molte. Mentre chi ha esigenze maggiori, potrà acquistare quelle da 15. Inoltre, è cambiata anche la grafica: sono facilmente riconoscibili perché l'etichetta in cartone è nera. Diciamocelo, il nero è molto elegante e poi snellisce :D

La mia prima ricetta è stata la crema pasticcera per una torta molto grande. E' stata una faticaccia perché aveva molti particolari, tanti dettagli da fare e mi ha dato da fare, ma anche molta soddisfazione.
E' la torta per un coetaneo di mio marito, geometra e artista. Le richieste sono state: una torta a 2 piani rettangolare (per evitare l'effetto Wedding cake), tasti del piano tutto intorno, la scritta "Buon compleanno", il pentagramma con le note e la Chiave di sol sul primo piano, qualcosa che ricordasse il suo lavoro e uno dei suoi disegni sul secondo piano. In più mi ha detto che non gli piace il cioccolato, così ho fatto uno sponge alla cannella ripieno di chantilly al limone. Il risultato è stato questo:







Le note sono tutte sbagliate, così come il conteggio della battitura, ma non ho molte reminescenze della scuola.
 

 Questo è uno dei suoi disegni, mi ha colpito subito per lo sguardo dell'omino e per la pulizia dell'immagine, che io non ho avuto.


 Ovviamente, per ricordare il mestiere di geometra, non potevo che non mettere un compasso e la squadra.


Tutt'intorno ho fatto un giro di glassa con la sac-à-poche e la bocchetta a stella.


Per la crema pasticcera ho usato uova Naturelle fresche allevate a terra XL (così ho utilizzato un numero minore di uova). Ovviamente la ricetta è quella di Montersino:

Ricetta:

800 g latte;
200 g panna;
300 g tuorli;
300 g zucchero;
40 g amido di mais;
35 g amido di riso;
buccia di limone;
1 vaniglia.


Questo è il packaging contenente 2 uova, molto comodo perché basta solo sfilare la plastica senza rompere la carta.
 

Si mette a bollire il latte con la panna, mentre si montano i tuorli con lo zucchero, la vaniglia e la buccia di limone. Quando il composto è molto gonfio e quasi bianco, si aggiungono gli amidi e si mette nel latte molto caldo. Bastano poche frustate e la crema è pronta. Per ottenere la crema chantilly, ho aggiunto a 500 g di crema pasticcera 1 kg di panna montata. Per una torta nomale basta metà dose.



Per questo post è tutto e credo di aver detto anche troppo.

Alla prossima pasticciata!
PS: vi piace la nuova grafica?

                         Anto.

giovedì 1 settembre 2011

Post di protesta

Se c'è una cosa che mi fa vermanete arrabbiare è una quando mi chiedono di fare qualcosa che non esiste. "Il cliente ha sempre ragione" mi hanno insegnato i miei genitori, commercianti da sempre, e sono d'accordo con loro. Grazie alla mia pazienza, non ho mai scontentato nessuno e poi col sorriso si ottiene tutto. Però alcune richieste sono da matti: una millefoglie (e fin qui tutto normale) con crema allo stracchino. Mi sono stufata di dirlo: la crema allo stracchino NON ESISTE. E' il nome dato alla millefoglie per indicare un particolare di crema che si ammorbidisce molto e si affloscia, in dialetto veneto "si stracca". 
Per coloro che non lo sapessero, la Millefoglie Strachin è il dolce più venduto dalla pasticceria Perbellini (il signore che in tv pubblicizza un noto prodotto per l'acciaio) e in molti sono convinti che ci sia lo stracchino dentro. Ma non è così, lo dicono anche loro. Ci tengo a dire che io non ho niente contro il sig. Giancarlo, che tra l'altro non conosco, o verso la sua pasticceria. Anzi, ho provato più volte i loro prodotti e sono tutti ottimi.
Vorrei solo che la gente cercasse di capire cosa mangia, senza affidarsi a ciò che pensano gli altri e magari a diversificare, senza restare nei soliti canoni. In pratica, quello che voglio dire è che io non posso fare la millefoglie di Perbellini o dolci di altri perché non sarà mai perfetto, in quanto sono ricette segrete e molto particolari. Io ci provo, chi mi conosce, sa che metto tutto l'amore che posso in cucina, ma evitate paragoni con altri. Vi faccio tutto quello che volete, ma non chiedetemi creazioni di altri.

Come dicevo all'inizio, qualche giorno fa mi hanno commissionato una millefoglie "allo stracchino" e in qualche modo c'ho provato. In effetti devo dire che ho mangiato solo 2 volte questo dolce (e in 11 anni è molto poco), per fortuna l'ultima è stata il mese scorso. Ricordavo che la crema è molto dolce e cremosa al palato, un po' pesante e non molto profumata. Quindi ho fatto un'esperimento: ho fatto una struttura di base con la crema pasticcera, ho aggiunto la meringa italiana, che dà molta dolcezza e lucentezza alla crema finale, e della panna montata per aumentare il volume e rendere il tutto vellutato. In pratica, una chantilly con meringa italiana. Non posso dare proporzioni perché sono andata a occhio.
Per la sfoglia ho usato quelle fresche già stese rotonde perché non ho il tempo per farla in casa. Dopo averle bucate per bene, le ho messe in forno a temperaatura più bassa del normale per farle crescere bene. Una volta sfornate, le ho spolverate prima di zucchero a velo, poi con il burro di cacao in polvere per impermeabilizzarle ed evitare che con la crema le sfoglie si inumidiscano troppo.
Ho fatto la classica millefoglie tonda con 3 strati di pasta e 2 di crema. L'ho guarnita intorno con ciuffi di panna, ho "ciuffato" anche il lato superiore dopo averlo cosparso di zucchero a velo. La scritta è in cioccolato.





Sicuramente non è da pasticceria, ma non è male. Non so se il committente è rimasto soddisfatto o preferiva quella allo "stracchino", ma il piatto è tornato vuoto. Chissà!

Prima che mi dimentico: non ho detto niente nei mesi scorsi per scaramanzia, ma un po' di tempo fa mi sono accordata con una ditta per una collaborazione e oggi abbiamo definito il tutto. Sto parlando di Eurovo che produce uova e ovoprodotti di ottima qualità. Dalla settimana prossima vi fornirò diverse ricette con le loro uova.

Per stasera è tutto e scusate lo sfogo, ma ci voleva.
Alla prossima pasticciata,

                        Anto.

giovedì 18 agosto 2011

C'è un nuovo cuoco in città

Caldo, caldo caldo.... Uff! Una delle poche cose che veramente non sopporto. Come si  può mangiare un dolce a queste temperature? Eppure la voglia c'è....
Quindi per la mia amica Dany ho provato una cosa nuova. Ops, ricomincio dall'inizio. Dany è la mia cara amica. Ricordate la torta per la mamma? Proprio lei mi ha ordinato una torta per il diploma del fratello. Vittorio è già cuoco, ma ora c'è l'ufficialità da parte della scuola. Quindi ci vuole un dolce a forma di cappello da chef e qualche abbellimento. Perché non una tavola? Magari nei colori della sua squadra del cuore. Ahimé, il ragazzo è juventino (non esistono più gli interisti di una volta...). Ricapitoliamo: base a forma di tavola con tovaglia bianconera, cappello da chef, la scritta "L'era ora Vittò" - traduzione per i diversamente veneti "Era ora Vittorio" - e crema al cocco. 
Non so voi, ma per me il cocco non ha un sapore molto fresco, io preferisco di gran lunga il frutto alla crema. Perciò ho fatto una chantilly allo yogurt al cocco e ho aromatizzato lo sponge bianco con menta e zenzero. In pratica, nella ricetta classica ho aggiunto 2-3 gocce di olio essenziale all'eucalipto e un cucchiaino di zenzero in polvere.

Victoria sponge - ricetta classica:
400 g farina autolievitante
400 g zucchero extrafine
400 g burro temperatura ambiente
8 uova grandi
aroma (caffè, liquore, arancio, limone, vaniglia, ecc)

Montare il burro con lo zucchero finché non diventano una massa bianca e spumosa. Abbassare la velocità del frullatore e aggiungere un uovo per volta, finché il precedente non si è completamente amalgamato. Dopo aver unito tutte le uova, aggiungere la farina setacciata in 2-3 volte girando con una spatola il composto dal basso verso l'alto e l'aroma scelto. Porre il composto in 2 teglie da 20 cm, oppure 2 da 24 cm (se preferite che lo sponge non sia troppo alto), oppure una teglia da 26 cm (se preferite fare una torta unica). Infornare per 20 min a 180°, per chi inforna un'unica teglia, ci vorrà quasi un'ora.

Chantilly allo yogurt
 300 g yogurt intero nel gusto che preferite)
300 g panna fresca
90 g zucchero
4 g colla pesce

Si ammolla la colla di pesce in acqua fredda. Nel frattempo si scalda una piccola quantità di yogurt nel microonde, si aggiunge la gelatina. Una volta che si è ben sciolta, si unisce il resto dello yogurt. Monto la panna con lo zucchero a neve ben ferma e la aggiungo allo yogurt ormai freddo, mescolando dal basso verso l'alto. Tutto qua!

Il risultato della torta è questo


La base è rettangolare, ricoperta di pdz bianca a scacchi neri. La scritta è stata realizzata con colorante in polvere bianco su fondo nero, che ricorda una lavagnetta. Il cappello è ricoperto di pdz bianco.



Con questo post vi saluto per qualche giorno perché vado in montagna, spero al fresco.

Alla prossima pasticciata,
                                 Anto.
 

martedì 12 luglio 2011

Ceres? C'è!

Per combattere la canicola di questi giorni, non c'è niente di meglio che una fresca birra. Io adoro le rosse e quelle dai gusti fruttati. Perché non metterla su una torta? La torta di questa settimana calza proprio a pennello. E' stato il compleanno dell'oste e la sua bionda preferita è la Ceres. Quindi, per ottenere una buona copia, ci vuole il modello originale a cui ispirarsi.
Bottiglia alla mano, comincio a studiarla e decido che oltre alla confezione, farò un boccale pieno con tanto di schiuma.


L'etichetta mi ha dato molto da fare, c'erano tanti piccoli dettagli e, non avendo ancora alcuni colori, mi risulta difficile riprodurne alcuni in particolare. Ho voluto metterci alcuni particolare come la scritta Ceres, la tipica carta in alluminio stropicciata e bianca sul collo e la birra che fuoriesce dalla bottiglia (dalle foto non si nota molto, ma l'effetto è quello del liquido che fuoriesce, và nel boccale e diventa schiuma fino a traboccare.
 
E' stato divertente! La base era uno sponge all'arancia ripieno di chantilly all'arancia e pezzi di fragole. Dimenticavo di dire che la torta era una sopresa della Manu, quindi il nostro Paolo non sapeva nulla del soggetto. Spero che gli sia piaciuta...

A presto con nuove pasticciate!
Stay tuned!
                Anto.

mercoledì 6 luglio 2011

Una settimana di lavoro e di festeggiamenti

Tranquilli, non mi sono persa. Sono stata molto impegnata tra compleanni, degustazioni, lavoro e viaggi.
Sono stata qualche giorno dai miei genitori. Anzi, chiedo scusa a Valentina perché non ho potuto incontrarla, ma sono stata veramente impegnata e spero di vederla la prossima volta che scendo.
Ho preparato una cena di degustazione di vini della cantina Zenato dall'oste Paolo (vedi post di marzo) per 26 persone... e non è stato semplice, anche se il successo è stato grande.
E come dimenticare il compleanno dell'omo? E' stato festeggiato 2 volte. La prima con la sua famiglia e poi con gli amici più cari, la stessa sera della degustazione.
Per la prima torta c'è stata una replica del "Quadro d'autore" perché a mia suocera è piaciuta molto. Però ho usato dei frutti diversi per la decorazione e la gelée.


 Come avevo detto nel post precedente, stavolta ho corretto alcuni errori che avevo fatto nel primo "Quadro". Anzitutto ho bagnato molto di più il pan di spagna, poi ho cambiato la frutta della gelée in melone e ciliegie che sono molto di stagione; inoltre ho modificato la frutta di decorazione: l'altra volta ho ottenuto una decorazione piuttosto scura, invece ora è molto più scenografica con colori chiari.

L'altra torta era molto più simpatica e fantasiosa.


E' proprio lui Homer Simpson. Ricorda il mio Ale, pancia e lingua compresi. La foto non è molto buona, ma si vede abbastanza. Come già sapete, il 3D non è il mio forte, ma ci provo. Il giallo più famoso del mondo è completamente in pdz, il divano è fatto in sponge all'arancia, ricoperto di pdz e impalato con stuzzicadenti.
Per la realizzazione devo ringraziare Christian, il mio complice. Senza di lui non sarei riuscita a fare niente, dato che mi ha tenuto l'uomo lontano da casa per un paio di ore in più, dovendo lavorare in trattoria e preparare la cena per i 26. Grazie Chris!

Sono state 2 settimane belle piene e ora mi godo un po' di riposo, anche se sto già pensando ad altri lavori.

Alla prossima pasticciata!
                     Anto.

martedì 21 giugno 2011

E tanti auguri a meee!

Venerdì scorso è stato il mio compleanno e ieri sera sono stata a cena con degli amici per festeggiare. Che dire... compagnia stupenda, cibo ottimo e tante risate.
Per la torta non ho voluto fare il solito sponge con pdz. Ho rovato una cosa nuova, molto più fresca, visto il periodo, e un po' scenografica: Torta quadro d'autore di Montersino.




E' una chantilly al limoncello con gelée ai frutti rossi e pds sul fondo. Sembra complicata, ma è molto semplice. Il più è preparare tutte le basi e poi si monta al contrario, cominciando dalla frutta. E' più facile farla che spiegarlo.


Questo è un particolare dell'interno per far capire come è stratificato.
Credo che la farò ancora, ma dovrò correggere qualcosa perché non era perfetta e cambio qualche gusto.

Sempre per il mio compleanno ho fatto altre 2 torte, un tiramisù e un cheesecake. Di queste però non ho foto perché sono sparite ancora prima di farle. Però sono buonissime! Il tiramisù di Montersino è una certezza e lo faccio spesso, per il cheesecake era la prima volta e devo ammettere che è molto buono. E' il mio dolce preferito e ho provato diverse ricette senza buoni esiti. Questa è eccezionale!

Torte a parte, ho trascorso una magnifica serata e in più ho ricevuto dei bellissimi regali: ben 2 BORSE(!), sono la mia passione, un portafogli e 3 paia di orecchini. Adesso che ci penso, ho bisogno di un altro armadio per le borse. Aleeeeeeee! E meno male che non amo le scarpe, altrimenti non mi bastava un armadio.
Ringrazio ufficialmente tutti per gli auguri, per il tempo passato in compagnia e la pazienza che avete con me: non ho un carattere facile.

Con questo vi saluto e vi rimando alla prossima pasticciata.

Stay tuned!

                 Anto.

lunedì 18 aprile 2011

In cucina non si butta via niente.

Grazie alla crisi va molto "di moda" la cucina degli avanzi. Meglio non sprecare mezzo chilo di crema pasticcera e le fragole, così ho comprato della panna fresca e delle sfoglie già pronte (non avevo voglia di farle). Mescola tutto, aggiungi colla di pesce, componi i vari piani ed è uscito questo
 

 


 
Non è bella (chi mi conosce, sa che la decorazione non è la mia passione e la fantasia non mi appartiene), ma credo che sia molto buona. Del resto è la ricetta della chantilly della torta Quadro d'autore del maestro Montersino. Troppo buonaaaaa!
Domani la assaggerò e vi saprò dire.

Stay tuned!
                Anto.
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